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Secondo una revisione di venti ricerche, per un totale di 2.600 pazienti, le manipolazioni delle vertebre aiutano chi soffre di lombalgia quanto i trattamenti tradizionali

L’osteopatia e la chiropratica possono aiutare chi soffre di mal di schiena. A dirlo è una revisione di una ventina studi, fatta dal gruppo Cochrane, che si occupa appunto di verificare le prove dell’efficacia dei trattamenti.

Dopo aver valutato numerose ricerche, per un totale di oltre 2.600 pazienti, gli studiosi sono arrivati alla conclusione che le manipolazioni della colonna vertebrale non sono né meglio né peggio delle cure tradizionali a base di farmaci, esercizi e fisioterapia. I risultati, soprattutto nei casi in cui il dolore dura da tre mesi, sono simili, così come i termini di recupero.

Osteopatia e chiropratica promosse, dunque. A patto di affidarsi a esperti: «Occorre accertarsi bene della professionalità del manipolatore prima di mettersi nelle sue mani», spiega Paolo Gaetani (puoi chiedergli un consulto), dirigente di primo livello della clinica neurochirurgica del Policlinico San Matteo di Pavia. Per alcuni tipi di mal di schiena, per esempio quelli legati all’ernia del disco, le manipolazioni possono infatti essere inutili o addirittura dannose. Lo specialista, prima di intervenire, dovrebbe sempre assicurarsi di quali siano le cause del dolore.

Ma come funzionano osteopatia e chiropratica? Queste discipline, che in Italia non hanno ancora ottenuto un riconoscimento e che quindi non sono insegnate nelle università, non sono semplici massaggi, bensì forme di manipolazioni vertebrali basate sul principio che la lombalgia derivi da sublussazioni delle vertebre. Le vertebre, cioè, non funzionano a dovere e interferiscono col sistema nervoso, provocando dolore. Le cause? Postura, malocclusioni dentali, stress, cause metaboliche.

Nonostante le conclusioni raggiunte dalla revisione di studi di Cochrane, molti medici restano scettici. Così è come difficile definire il mal di schiena (che può essere sintomo di numerosi problemi), spiegano, è arduo dire una parola definitiva sui risultati che possono raggiungere l’osteopoata o il chiropratico. Anche per questo, i trattamenti restano a carico del paziente e non sono riconosciuti dal Sistema sanitario nazionale.

Dall’analisi dei venti studi arriva però una notizia rassicurante: se fatte bene, osteopatia e chiropratica non hanno particolari effetti collaterali. Per affidarsi a mani esperte, in mancanza di un albo ufficiale, si può fare affidamento sul registro dell’Associazione italiana chiropratici o a quello degli osteopati.

Tra le due discipline non ci sono grandi differenze. L’osteopatia, più dolce, mira a ristabilire una corretta circolazione del sangue e richiede in media tra sedute che durano circa un’ora. La chiropratica, invece, punta ai nervi e si svolge in sedute molto brevi (8-15 minuti) ma più numerose, dalle 10 alle 15 volte.

 

 

 

 

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